Tra violenza e perdono in Orissa
P. Edward, scampato al rogo in Orissa: I radicali indù sono terroristi
La Via crucis di p. Thomas in Orissa: Sono pronto a tornare e servire chi mi ha colpito
Mentre negli ultimi 3 giorni sono state attaccate, distrutte e incendiate 6 chiese; mentre centinaia di case di cristiani sono state devastate e poi bruciate, mentre aumentano i fuggitivi e gli scomparsi cio’ che rimane a noi da fare e’ pregare e diffondere informazione il piu’ possibile. Il governo indiano non e’ indifferente al pensiero occidentale, se non per “umanita’ ” almeno per interesse!
Domenica 7 settembre, la Chiesa Cattolica Indiana ha indetto una giornata di Digiuno e preghiera, uniamoci a loro in questo piccolo gesto, magari anche rinunciando solo a un pasto.
L’iniziativa vuole essere un’occasione per ricordarci dei nostri fratelli perseguitati e anche per denunciare il silenzio colpevole che finora (con l’eccezione delle testate missionarie) ha accompagnato il dramma dei cristiani dell’India. Diffondete la voce!
«È doloroso che le persone che noi serviamo, a cui facciamo del bene, facciano queste cose – ha dichiarato la superiora delle Missionarie della Carità, suor Nirmala Joshi, commentando i fatti dell’Orissa -. Ma dobbiamo perdonare e andare avanti, con gli occhi fissi alla nostra missione».




